Kopis

Il termine Kopis (dal greco κοπίς – derivato da κόπτω “tagliare, colpire”) nell’antica Grecia poteva indicare un grosso coltello con la lama ricurva verso la punta utilizzato come utensile da macelleria o per la pratica di sacrifici rituali oppure una spada a filo singolo atta a colpire di taglio e di punta avente una lama delle medesime fattezze (si ipotizza che il termine possa essere derivato dall’egiziano antico khopesh, che indicava un particolare tipo di spada con lama a falcetto).

Kopis V - III sec a.C
Kopis V – III sec a.C.

Il Kopis è una spada a mano singola che presenta un’inclinazione in avanti nella seconda metà, con una lama convessa verso la punta e concava vicino all’impugnatura. Questa forma ricurva permette una distribuzione del peso tale da consentire di sferrare attacchi dotati di grande inerzia. Gli esemplari più antichi rinvenuti sono dotati di lame lunghe fino a 65 cm mentre ritrovamenti macedoni più recenti mostrano lame più corte, attorno ai 48 cm.

Kopis etrusco
Kopis etrusco

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che l’arma abbia origini Etrusche in quanto alcuni dei più antichi esemplari ad oggi scoperti sono stati rinvenuti in Italia centrale e risalgono al VII secolo a.C. Da quest’arma potrebbe derivare la falcata iberica, a sua volta presunta antenata del gladius hispaniensis.

Immagine Coppa V sec a.C
Immagine Coppa V sec a.C.

Si tratta di un’arma sicuramente meno diffusa del xiphos, spada dritta a doppia lama usata come arma secondaria dalla fanteria oplita ma, data la sua forma, particolarmente adatta per la cavalleria.

Lo scrittore e storico Senofonte, che militò nella cavalleria ateniense, nel trattato “Sull’equitazione” la raccomanda proprio per questo impiego.

Precedente Corazzata