Cotta di maglia

Cotta di maglia
Cotta di maglia del 12° secolo – Museo di Bayeux

Si ritiene che la cotta di maglia abbia avuto origine attorno al secondo – terzo secolo avanti Cristo nelle regioni celtiche d’Europa. Alcuni degli esemplari più antichi sono stati rinvenuti in Francia (Aubignan – datazione: inizio 2°secolo a.C.), Svizzera (Tiefenau – datazione: 2° secolo a.C.), Romania (Ciumesti – datazione: 3° secolo a.C.) e Slovacchia (Horny Jatov – datazione: prima metà del 3° secolo a.C.).

Questa ipotesi è confermata anche da alcuni autori dell’antica Roma, i quali ritenevano che la cotta di maglia fosse stata inventata dai Celti: Strabo si riferisce alla cotta di maglia definendola Gaelica, mentre Varro suggerisce che i romani l’abbiano adottata dai Galli (termine usato dai romani per indicare i Celti situati in una regione corrispondente agli attuali territori di Francia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi e Germania).

La cotta di maglia è un’armatura a forma di veste costituita da anelli interconnessi chiusi con rivetti (nella configurazione più comune ogni anello era collegato a 2 anelli della fila superiore e 2 della fila inferiore), da sovrapporre ad un’imbottitura. Utilizzata in questa configurazione è in grado di offrire un’ottima protezione contro armi da taglio e da punta, ed aiuta a ridurre l’effetto contundente dei colpi ricevuti. Grazie al peso distribuito in modo bilanciato su spalle e bacino (se di lunghezza superiore a quest’ultimo veniva infatti vestita con una cintura stretta attorno alla vita) non risulta affatto ingombrante e garantisce piena libertà di movimento.

Anelli cotta di maglia
Dettaglio anelli

Gli anelli venivano prodotti a partire da fili di ferro ottenibili tramite l’utilizzo di una filiera (blocco di pietra o metallo con una serie di fori di diametro decrescente), la battitura di piccoli frammenti di ferro o la torsione di strisce di metallo. Una volta ottenuto un filo del diametro desiderato, questo veniva avvolto attorno ad un’asta cilindrica per formare una bobina: i singoli anelli venivano tagliati dalla bobina con martello e scalpello oppure con delle pinze. A questo punto gli anelli ottenuti venivano nuovamente scaldati sulla brace e lasciati poi raffreddare lentamente: una volta ammorbiditi le due estremità di ogni anello venivano sovrapposte e l’intero anello (o solo la parte sovrapposta) veniva appiattito con un martello. A questo punto veniva praticato un foro nella sezione sovrapposta e con un paio di pinze veniva inserito e chiuso il rivetto.

La maggior parte delle cotte di maglia rinvenute è composta da file alternate di anelli rivettati e anelli saldati senza rivetti.

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